Venezia / Gli Ambient Paintings di Brian Eno alla Giudecca – parte I

Il gallerista e curatore Paul Stolper con un Light painting di Brian Eno alla GalleriaMichelaRizzo alla Giudecca (Ve)
Il gallerista e curatore Paul Stolper con un Light painting di Brian Eno alla GalleriaMichelaRizzo alla Giudecca (Ve). Foto Octavian Micleusanu

Inaugurata nella galleria di Michela Rizzo all’ex Birreria Dreher alla Giudecca (Venezia) un’affascinante esposizione di Ambient Paintings di Brian Eno. La scelta della gallerista è stata di affiancarvi, in apertura, il dipinto di Joseph Albers, Blue Depth (1961) e in chiusura, quello di Riccardo Guarneri, Angolare ambiguo (2017).
Incominciamo con l’intervistare il curatore della mostra “madre”, il gallerista londinese Paul Stolper , che lavora anche con Damien Hirst. Leggi tutto “Venezia / Gli Ambient Paintings di Brian Eno alla Giudecca – parte I”

Venezia/Biennale Danza 2018. Report from the front

12. Festival Internazionale di Danza Contemporanea. Debora Hay con il Cullbergballetten, in "Figure a sea" (foto @labiennale.org)
12. Festival Internazionale di Danza Contemporanea. Debora Hay con il Cullbergballetten, in “Figure a sea” (foto @labiennale.org)

Fluttuazioni azzurre di costumi leggeri, vibrazioni di corpi che si muovono. Il Cullbergbaletten svedese nella coreografia di Debora Hay rimane una delle immagini piú belle della Biennale Danza di Venezia 2018.
Un incontro tra ventuno danzatori con solida formazione accademica che si aprono alla pioniera americana della sperimentazione, conosciuta fin dall’esperienza del Judson Dance Theatre di New York degli anni 70.
Una meditazione in movimento dove si colgono solo brevissimi e rarissimi sincroni coreografici ma la relazione rimane costante, piena e plasticamente perfetta, imprevedibile ma con un flusso continuo. Leggi tutto “Venezia/Biennale Danza 2018. Report from the front”

Venezia / 57. Biennale d’Arte. Lo studio nomadico di Dawn Kasper

Dawn Kasper, The sun, the moon and the stars,, 57. Esposizione Internazionale d'Arte
Dawn Kasper, The sun, the moon and the stars, performance solo alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte

in occasione della Tavola Aperta che si terrà  alla presenza di Dawn Kasper il 17 novembre 2017 alle Sale d’Armi dell’Arsenale di Venezia, menzioniamo la dinamica dell’eccezionale performance interpretata dall’artista americana il 24/09/2017 al Padiglione Centrale di Giardini nella mostra di Christine MacelViva Arte Viva“.
Collocata dalla curatrice al centro del mainstream rappresentato dalle sale centrali del Padiglione, la newyorkese Dawn Kasper, originaria di Halifax-Virginia, qui ha installato per sei mesi un happening permanente con il suo “Nomadic studio practice experiment“. Leggi tutto “Venezia / 57. Biennale d’Arte. Lo studio nomadico di Dawn Kasper”

#Venezia 74 / Silvio Orlando alla Biennale

#Venezia 74 L'attore Silvio Orlando sul red carpet del Premio Kinéo - Diamanti al cinema. Foto Alexei Molchanovsky
#Venezia 74 L’attore Silvio Orlando sul red carpet del Premio Kinéo – Diamanti al Festival del Cinema. Foto Alexei Molchanovsky

5/09/2017 , 57. Biennale Arte – Qualche impressione raccolta ieri  ai Giardini della Biennale dalla viva voce dell’attore  Silvio Orlando, l’altra sera sul red carpet della 74. Mostra del Cinema del Lido di Venezia
Invitato tra i premiati dal pubblico nei quindici anni del Premio  Kinéo – Diamanti al Cinema, l’attore napoletano ha infatti  presenziato alla cerimonia insieme a illustri colleghi, tra i quali l’Oscar Susan Sarandon e Claudia Cardinale.
Anche quest’anno Silvio Orlando, che, accompagnato dalla moglie, l’attrice Maria Laura Rondanini, è ormai un habitué della Mostra internazionale d’Arte,  ha visitato sia l’Arsenale che i Giardini e ha espresso il suo  apprezzamento per il Padiglione Italia, intitolato al Mondo Magico dell’antropologo Enzo del Martino e, in particolare, per l’opera suggestiva dell’artista veneziano Giorgio Andreotta Calò,  “Senza Titolo (La Fine del Mondo)”. Leggi tutto “#Venezia 74 / Silvio Orlando alla Biennale”

Biennale Danza 2017 / FIRST CHAPTER o sulla Fragilità e Ricchezza della Danza -parte II

Benoit Lachambre, That Choreographs Us, Biennale College, XI Biennale Danza, Campo Sant'Agnese, Venezia, 2017. Foto Octavian Micleusanu
Benoît Lachambre, That Choreographs Us, Biennale College, XI Biennale Danza, Campo Sant’Agnese, Venezia, 2017. Foto Octavian Micleusanu

(segue  dalla parte I) All’interno dell’XI edizione di Biennale Danza, First Chapter, ci sono, tra gli altri,  gli spettacoli della belga Lisbeth Gruwez, danzatrice di formazione classica, poi a lungo musa di Jan Fabre nella sua compagnia di Anversa, e successivamente co-fondatrice del gruppo Voetwolk . Suono e movimento sono interdipendenti in It’s going to get worse and worse and worse, my friend, dove Lisbeth Gruwez danza la trance dell’estasi innescata dall’arte del persuadere attraverso l’oratoria pubblica. In questo percorso – si potrebbe dire, quasi a puntate – la Gruwez prende spunto da alcuni frammenti dei comizi tenuti da Jimmy Swaggart, il televangelista americano famoso ai più per essere ultraconservatore. Inizialmente il discorso risulta amicale e pacifico, ma poi dal compulsivo desiderio di persuadere trapela una disperazione crescente. Infine l’uomo si espone nel sua più profonda natura: la violenza. Leggi tutto “Biennale Danza 2017 / FIRST CHAPTER o sulla Fragilità e Ricchezza della Danza -parte II”