Fotografia poetica e politica. Imperdibile. Letizia Battaglia a Venezia

Chi fotografa ha un mezzo meraviglioso in mano per esistere, per essere,

Letizia Battaglia, Il Tempio di Segesta, 1986 © Letizia Battaglia - Casa dei Tre Oci, Venezia
Letizia Battaglia, Il Tempio di Segesta, 1986 © Letizia Battaglia – Casa dei Tre Oci, Venezia

per incontrare il mondo, per amarlo, per denigrarlo. Letizia Battaglia

Letizia = gioia, felicità, allegria, giubilo, contentezza, gaudio, entusiasmo, esultanza, serenità, bene.
Battaglia = combattimento, scontro, conflitto, guerra, campagna, attacco, lotta, duello, confronto.
Le due parole che compongono il suo nome sono esattamente la sintesi del suo approccio alla realtà, della sua capacità di partecipare alle vicende del mondo e della sua relazione con gli esseri umani Francesca Alfano Miglietti, curatrice della mostra

Una mostra che ti ipnotizza, toglie il respiro, ti abbraccia dove la vita stessa della grande fotografa e poetessa dell’immagine Letizia Battaglia si intreccia profondamente con tutti i soggetti deboli, emarginati, spesso non voluti e allontanati dalla società. Un continuum tra messaggio e medium dove l’allestimento perfetto viene arricchito da due preziosissime testimonianze video in cui Letizia Battaglia parla direttamente di sé delle sue scelte, del suo lavoro, di quello in cui crede e che per lei è irrinunciabile. Senza dubbi. Senza ripensamenti. Leggi tutto “Fotografia poetica e politica. Imperdibile. Letizia Battaglia a Venezia”

L’evento Circus nello spazio Neohesperia a Treviso

"Circus", Spazio Neospheria 2011, foto Sara Spoladore
"Circus", Spazio Neospheria 2011, foto Sara Spoladore

A gennaio 2011 è partito a Treviso (Porta Carlo Alberto) Neohesperia, un progetto espositivo rivolto all’arte contemporanea che, sfruttando le esigue dimensioni di una bacheca per la pubblicità cinematografica, ospita a ritmo serrato i lavori di giovani artisti italiani e non.
Il progetto, che nelle intenzioni dei promotori Gabriele Tiveron e Osvaldo Galletti “… vuole riconvertire uno spazio dedicato alla pubblicità e al consumo in un luogo di eventi imprevisti, di nuove possibilità. Una finestra aperta al dialogo tra arte e quotidianità cittadina”, presenta, fino al 14 maggio 2011, Circus, opera fotografica dell’artista veneziana Sara Spoladore, in un allestimento diretto dalla curatrice indipendente Giovanna Borrillo.
Del contesto progettuale ed espositivo di Neohesperia Sara Spoladore sfrutta l’aspetto eminentemente pubblico, mettendo in campo la volontà di rapportarsi in modo chiaro e diretto al contesto urbano circostante e alle sue dinamiche.
La fotografa, del resto, è abituata a rivolgere l’obiettivo verso i paesaggi urbani, i quali hanno il potere di suscitare in lei esili e mai del tutto confermate reminiscenze: siano rimesse degli autobus, zone industriali, stazioni della metropolitana, luoghi familiari o invece mai praticati prima, questi luoghi, sebbene apparentemente impersonali, deserti e a volte in parziale abbandono, si aprono ad un dialogo privilegiato con chi li fotografa, ma esigono al contempo di essere investigati a fondo. Uno scatto soltanto non è sufficiente a penetrare uno spazio, più punti di vista sono necessari per essere sicuri di essere entrati in “intimità”. Di qui il frequente accostamento di più foto a formare dittici e trittici, pratica, questa, utilizzata dalla Spoladore anche quando si concentra sulla figura umana (Ritratti), la quale, significativamente, risulta il più delle volte inserita in un ambiente  che ne determina la postura e ne connota l’azione in modo non scontato.
La capacità dell’artista di leggere gli ambienti ritorna dunque anche nel trittico in polaroid Circus (2011), per certi versi una sorta di lavoro su commissione, se si considera che la forte valenza pubblica dello spazio espositivo di Neohesperia sembra di per sé dare direttive chiare sulla matrice del lavoro da svolgere. Direttive non osteggiate ma fatte proprie dalla fotografa che sceglie, con quest’opera, di ricollegarsi al contesto trevigiano in alcune sue dinamiche fondamentali. Se è vero infatti che Treviso e provincia hanno una delle percentuali più elevate in Italia per numero di extracomunitari presenti sul territorio, causa di non poche difficoltà di integrazione e tolleranza reciproca, ecco allora che la Spoladore riflette sull’argomento utilizzando la figura del circo: circo come piccolo mondo, come realtà a parte, come entità aliena insediata (quanto provvisoriamente?) nel territorio familiare della quotidianità. Ma circo anche come stile di vita altro, nomade, migrante. Dunque una metafora ideale per rappresentare coloro che sono al di fuori della comunità (extra-comunitari appunto), se non fosse che “Il Piccolo Circo” di Spoladore è gestito da una famiglia tutta italiana, non molto diversa da tante altre, il che, almeno parzialmente, cambia le carte in tavola ed invita quantomeno a rinegoziare preconcetti e giudizi.
Un lavoro, Circus, che attinge dunque al sociale e tuttavia non dimentica la sua natura di opera d’arte, come puntualizzato dalla presenza di una cornice in legno che, evidenziando il piccolo trittico in formato polaroid, di per sé stesso un formato che unisce unicità e resa estetica non commerciale, allontana ogni possibilità di mimesi con il materiale generalmente affisso nelle bacheche pubbliche mentre aiuta il passante ricettivo a mettere a fuoco lo sguardo.
g.b.

Sara Spoladore
Circus
spazio Neohesperia
via Carlo Alberto, Treviso
http://www.neohesperia.com
valeria.neohesperia@libero.it