Venezia#82 Pre-apertura – Paolo Sorrentino sbarca alla Mostra

Al via questa sera  il pre-opening dell’ 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in corso dal 27 agosto al 6 settembre.

82a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia – Paolo Sorrentino. Foto Octavian Micleusanu 2025

La sala Darsena del Lido infatti ha ospitato alle ore 18:00  Origin di Yann Arthus-Bertrand, un film legato alla Biennale Architettura (2025), che esplora il rapporto tra uomo e natura con immagini spettacolari e riflessioni profonde. Alle ora 21:00, Queen Kelly Il capolavoro incompiuto di Erich von Stroheim del 1929, restaurato e presentato in omaggio alla storia del cinema.

Queste proiezioni anticipano l’apertura ufficiale di domani, 27 agosto, con La Grazia di Paolo Sorrentino in prima mondiale e in concorso.
Il red carpet è già in fermento: infatti  Paolo Sorrentino, con Toni Servillo e Anna Ferzetti sono arrivati al Lido (ma anche George Clooney e Amal, avvistati in motoscafo), e il regista oggi si è già fatto vedere e fotografare sulla terrazza del Excelsior.

82a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia – Werner Herzog, Leone d’Oro alla carriera. Foto Octavian Micleusanu 2025

Servillo e Ferzetti, sono i protagonisti di una storia d’amore intensa e politica, ambientata a Torino. Il personaggio principale è Mariano De Santis, Presidente della Repubblica alle prese con dilemmi morali e richieste di grazia.
Alberto Barbera, Direttore artistico della mostra ricorda che Sorrentino esordì proprio alla Biennale di Venezia nel 2001 con il suo primo film, L’uomo in più, nei suoi primi anni alla guida della Mostra. Nel corso del tempo il regista ha presentato al Festival di Venezia (fuori concorso) i primi episodi della serie The Young Pope (prima e seconda stagione) e, soprattutto, con È stata la mano di Dio, nel 2021, si meritò il Leone d’argento-Gran Premio della Giuria. Il ritorno in concorso di Paolo Sorrentino, secondo il Direttore, avviene con un film destinato a lasciare il segno per la sua grande originalità e forte sintonia con il presente.

82a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia – Alberto Barbera, Francis Ford Coppola, Werner Herzog. Foto Octavian Micleusanu 2025

Il secondo grande evento della Mostra si terrà il 27 agosto nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, in occasione della serata inaugurale dell’82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (ore 19):
Francis Ford Coppola terrà  la laudatio di Werner Herzog, alla consegna al regista del Nuovo Cinema Tedesco del Leone d’Oro alla carriera (l’altro Leone è Kim Novak).
La cerimonia sarà condotta da Emanuela Fanelli, prima conduttrice nella storia del Festival.
Werner Herzog presenterà fuori concorso il suo nuovo documentario Ghost Elephants (USA / 99’) giovedì 28 agosto alle ore 14.00 in Sala Grande. Inoltre terrà una Masterclass lo stesso giorno alle ore 16.00 presso la Match Point Arena, al Tennis Club Venezia al Lido.
Come omaggio a Francis Ford Coppola, farà seguito,  giovedì 28 agosto alle ore 17.00 in Sala Corinto, la presentazione del documentario Megadoc di Mike Figgis (USA / 107’), nella sezione Venezia Classici – Documentari sul Cinema. Il film è un dietro le quinte sulla realizzazione di Megalopolis, l’ultimo lungometraggio del grande regista americano, che a sua volta ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera nel 1992 alla 49. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

82a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia – Jim Jarmush, Leone d’Oro per Father, Mother, Sister, Brother. Foto Octavian Micleusanu 2025

Le star sul red carpet della Mostra saranno numerose: Julia Roberts (la prima volta al Festival, per After the Hunt di Luca Guadagnino); tra gli habitué del Lido: George Clooney, e la moglie Amal, Emma Stone, Cate Blanchett, Jude Law, Adam Sandler, Dwayne Johnson, Al Pacino, e molti altri divi del cinema internazionale.
Cinque titoli italiani sono in competizione per il Leone d’Oro:
La Grazia, di Paolo Sorrentino
Duse, di Pietro Marcello, con Valeria Bruni Tedeschi nei panni di Eleonora Duse, Elisa, di Leonardo Di Costanzo, con Barbara Ronchi e Valeria Golino
Un film fatto per Bene, una riflessione meta-cinematografica di Franco Maresco.

82a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia – George Clooney con la moglie Amal sul red carpet. Foto Octavian Micleusanu 2025

Tra i film stranieri più attesi, a parte quello di Guadagnino (fuori concorso),  c’è il Frankenstein di Guillermo del Toro, una rilettura gotica e intima del romanzo di Mary Shelley, con Oscar Isaac, Jacob Elordi, Mia Goth.
In concorso, è tra i favoriti per il Leone d’Oro Bugonia, di Yorgos Lanthimos con Emma Stone, Jesse Plemons, Alicia Silverstone. Si tratta di un remake del cult sudcoreano Save the Green Planet!: alieni, complottismo e satira sociale.
Attesissimo Il ritorno di Jim Jarmusch al Lido dopo oltre 20 anni, con Father, Mother, Sister, Brother, protagonisti Cate Blanchett, Adam Driver: tre storie intime su legami familiari, ambientate in USA, Irlanda e Francia.

A House of Dynamite, di Kathryn Bigelow con Rebecca Ferguson è un thriller politico ancora avvolto nel mistero, ma già tra i più attesi.
Stanno già facendo parlare di sé anche The Smashing Machine di  Benny Safdie con Dwayne “The Rock” Johnson ( un Biopic su Mark Kerr, leggenda delle MMA) e The Testament of Ann Lee di Mona Fastvold, con Amanda Seyfried, Thomasin McKenzie, una favola ispirata alla fondatrice degli Shakers, tra spiritualità e ribellione.

82a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia – Julia Roberts sul red carpet. Foto Octavian Micleusanu 2025

Interessanti tra i fuori concorso:
Netflix presenta in anteprima Il Mostro di Stefano Sollima, serie sul Mostro di Firenze.
Roberto Andò racconta Ferdinando Scianna nel suo documentario sul grande fotografo siciliano.
In The Hand of Dante di Julian Schnabel, un viaggio nel tempo con Oscar Isaac, Al Pacino, Gerard Butler, John Malkovich e Martin Scorsese.
Kaouther Ben Hania firma The Voice of Hind Rajab, film sulla guerra a Gaza
Attesi anche documentari e serie TV italiane: Marco Bellocchio  presenta la serie  Portobello, dedicata alla sinistra sventura che toccò al presentatore televisivo ed eurodeputato Enzo Tortora.
Roberta Reali

Rapito di Bellocchio: Recensione da Cannes

Marco Bellocchio e il cast di “Rapito” al Festival di Cannes 2023

Con Rapito -che ha appena avuto la première in competizione a Cannes – l’indiscusso maestro del cinema italiano Bellocchio pesca ancora una volta dalla storia italiana, dopo l’ottima miniserie Esterno Notte, presentata l’anno scorso qui alla Croisette, questa volta per raccontare la storia di Edgardo Mortara, un bambino ebreo di sette anni che è stato separato dalla sua famiglia a Bologna per essere cresciuto come cattolico tra le braccia del Papa Pio IX.
“Perché?” la sua famiglia grida in mille modi diversi, impotente di fronte ai pezzi degli scacchi mossi dal Cardinale che portano via Edgardo (Enea Sala) nella notte in modo chiaro. Perché circola una voce secondo cui è
stato segretamente battezzato. Non ci sono stati testimoni, e nemmeno alla famiglia Mortara è stato comunicato chi o da dove sia partito questo rumore. Ma non importa. Le alte autorità della Chiesa devono dargli un’educazione cattolica, secondo la loro legge. E una volta che Edgardo arriva lì, si rende subito conto di non essere l’unico, una corte regale di
ragazzi prepuberi seduti al tavolo del Papa con lui.
La storia si svolge in un periodo significativo nell’evoluzione delle sfere religiose e politiche dell’Italia, dal 1854 agli anni ’70 dell’Ottocento, durante i quali il governo italiano ha ripreso gli Stati Pontifici dalla Chiesa, ne ha rimosso il potere politico ed ha unificato il paese nell’Italia che
conosciamo oggi. Pio IX (interpretato qui dall’ottimo Paolo Pierobon) è stato anche l’ultimo Papa a detenere il potere politico come capo della Chiesa Cattolica, e ciò si riflette nella rappresentazione di Bellocchio, con onde pulsanti di insicurezza e insignificanza che si irradiavano da Pio.
Nonostante la colonna sonora fredda che evoca l’orrore dei misfatti della Chiesa e alcuni momenti di buon cinema degni del maestro Bellocchio, Rapito si presenta più come un mélo a tratti didascalico che come un coinvolgente adattamento storico. La sua cinematografia tesa e oscurata ha dei discreti momenti, ma alla fine sembra incompleta e televisiva.
Segnaliamo infine il bellissimo appello alla laicità di Bellocchio con il suo discreto francese che abbiamo avuto l’onore di ascoltare durante la première a Cannes.
Dan Bonahms