
Introduzione – A celebrazione della recente scomparsa di uno degli uomini politici più capaci nati tra Adige e Po, avvocato, deputato, ambientalista e animalista attivissimo, profondo conoscitore del territorio fin dagli esordi, Gianluigi Ceruti (Rovigo, 10/02/1937 – 8/08/2025), padre della legge omonima – sui «Parchi nazionali e le altre aree naturali protette» n. 394 del 6 dicembre 1991 – dedichiamo questo bell’articolo di Fiorella Vicariotto sul libro da lui scritto in collaborazione con la sottoscritta, Roberta Reali, con lo storico Leobaldo Traniello e il fotografo Roberto Bottari per i tipi di Agorà-Factory. Un omaggio al mito del Polesine, quello di Fetonte, legato alla via dell’ambra nell’età del bronzo e a molti altri temi storico-artistici, psichici, cosmogonici, naturalistici. Ricordo la carrellata di presentazioni, coordinate dalla regia della formidabile YIlenia Visentin, segretaria e redattrice, partecipi i figli Riccardo e Marco Ceruti: dalla première a villa Badoer, con Eike Schmidt, allora Direttore degli Uffizi, e Gianluigi Stella; a Ferrara, nella Sala dell’Arengo, tra gli affreschi di Luigi Funi, e le letture di Gianna Andrian, con i Caschi blu della cultura, l’archeologa Caterina Cornelio e la storica Lucia Bonazzi coordinate da Maria Guerra. A Battaglia Terme con la valente storica dell’arte Chiara Ceschi, anche a Ca’ Cornera, con Peretto e Diego Crivellari e a Cavanella Adige. Ad Arquà Polesine, con un pubblico caloroso (ringrazio la storica Rosalba Milan), tra cui la sg.ra Albieri, pronipote di quel pescatore, Giovanni detto “Veneri”, che fu giustiziato nel 1806 nella piazza crespinese per la ribellione al tradimento di Napoleone a Campoformio; e infine nella prestigiosa sede della Consiglio Regionale del Veneto, a Palazzo Ferro Fini, interpellati da Laura Cestari, alla presenza di sindaci e assessori di Crespino, Adria, Villadose.
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