Montecatini Terme – Kandinsky color experience – La Dama a Mosca

Ilaria Rezzi - D'après della Dama a Mosca di Wassily Kandinsky. Mostra Kandinsky Color Experience - Montecatini Terme 15/09/2018 - 15/01/2019
Ilaria Rezzi – D’après della Dama a Mosca di Wassily Kandinsky. Mostra Kandinsky Color Experience – Montecatini Terme 15/09/2018 – 15/01/2019

Fino al 15 gennaio  (ora prorogata al  primo maggio) sarà possibile visitare la prima mostra virtuale e immersiva interamente dedicata a Wassily Kandinsky a Montecatini Terme.
Ad introduzione dell’esposizione vi è un’anticamera dedicata all’immersione nella concretezza della pittura, decorata con i d’après di uno dei quadri che segnarono la svolta dalla pittura figurativa all’astrazione: Wassily Kandinsky realizzò la Dama a Mosca a olio su tela nel 1912.

Giorgi Marzi - D'après della Dama a Mosca di Wassily Kandinsky. Mostra Kandinsky Color Experience - Montecatini Terme 15/09/2018 - 15/01/2019
Giorgi Marzi – D’après della Dama a Mosca di Wassily Kandinsky. Mostra Kandinsky Color Experience – Montecatini Terme 15/09/2018 – 15/01/2019

Questa versione è stata per molti anni tema d’esame del pittore Gian Paolo Berto, già professore d’incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma: oggi, Berto presenta un suo magistrale d’après, insieme a quelli degli allievi, in omaggio al grande pittore russo.
L’originale di Wassily Kandinsky (108, 8 x 108, 8 cm, Städtische Galerie, Monaco) dal punto di vista formale rappresenta una sintesi delle esperienze del Blaue Reiter, con l’innesto di forme simbolico-astratte su di un impianto espressionista. I livelli di lettura dell’opera sono stratificati: biografico, letterario, storico e spirituale. V’è inoltre la citazione del misterioso “Ritratto della Signora M.” (1890 ca., Parigi, Orsay) del Doganiere Henri Rousseau, omaggio all’arte dei primitivi. Il ritratto è sovrapponibile a una foto di Gabriele Münter, che fu compagna dell’artista fino al 1915.

Giorgi Marzi - D'après della Dama a Mosca di Wassily Kandinsky. Mostra Kandinsky Color Experience - Montecatini Terme 15/09/2018 - 15/01/2019
Andrea Giuliani – D’après della Dama a Mosca di Wassily Kandinsky. Mostra Kandinsky Color Experience – Montecatini Terme 15/09/2018 – 15/01/2019

 

Il testo pittorico contiene, poi, chiari riferimenti al racconto di Anton Chekhov “La signora con il cagnolino”(1889), storia di un uomo sposato e misogino, che diviene l’amante di una giovane donna; l’amore ad un certo punto perde di senso e avviene la separazione. Anche la relazione tra Gabriele e Wassily era allora prossima al volgere.
Nel quadro, un omino che legge il giornale, passa in carrozza accanto al volto della Dama, ignorandola. La sue testa è, tuttavia, circondata da un alone illuminato: ciò raffigura la visione interiore che, da un piano di coscienza elevato, egli ha dell’amata e del loro amore, ben più reale della propria ombrosa esistenza.
La scena è ambientata nella Okothnyi Riad, nei pressi del Cremlino e della la via degli Zar (Tverskaya) che conduce a San Pietroburgo, teatro della Rivoluzione d’Ottobre nel 1917.

Alessia Severi - D'après della Dama a Mosca di Wassily Kandinsky. Mostra Kandinsky Color Experience - Montecatini Terme 15/09/2018 - 15/01/2019
Alessia Severi – D’après della Dama a Mosca di Wassily Kandinsky. Mostra Kandinsky Color Experience – Montecatini Terme 15/09/2018 – 15/01/2019

Il cuore di Mosca è lo sfondo pulsante, e co-protagonista del quadro con la figura centrale della Dama, che s’incunea nella prospettiva luminosa della strada, culminante con le cupole dorate della piazza delle Cattedrali, centro geometrico della città. Ai lati, il coro cromatico e luminoso dei palazzi.
La Dama, vestita di giallo (intelligenza spirituale) è una donna emancipata, un’artista, che veste con un abito castigato, chiuso da dodici bottoni, il numero dei Chackra, uniti da un ricamo sinusoidale che ricorda il movimento dell’energia vitale lungo la spina dorsale.
Accanto al suo corpetto aleggia la miniatura dell’amante, vestito del colore purpureo dell’amore spirituale (Goethe-Steiner);i pomelli rossi del volto di lei manifestano un moto emozionale, riferito alla saggezza popolare della Matrioska e dei molti mondi in uno; a destra un tavolino regge il piccolo cane bianco, simbolo di fedeltà coniugale.
La mano sinistra regge la rosa della comunità spirituale, che risalta nell’ovoide blu dell’aura, mantello devozionale della donna, che si rivela così come icona. Il motivo caldo e dinamico della rosa, il profumo mistico della stessa, determinano il vortice del sentimento che si eleva per contrastare l’evento più drammatico della tela, l’incombenza della macchia nera (melancolia/follia) sul sole rosso che riscalda e vivifica tutto l’organismo della città, quasi a volerlo eclissare.
Nel 1915 scoppierà il primo conflitto mondiale, Münter e Kandinsky si separeranno e l’artista tornerà a Mosca, poco prima della Rivoluzione.
Andrea Giuliani offre della dama una versione notturna, un’impronta fotografica al negativo, che si presenta capovolta nella visione astrale illuminata dal chiaro di luna.
Anche Giorgia Marzi sceglie le gamme dei blu e degli azzurri per un raffinato notturno a monocromo,, in omaggio al celebre blu di Kandinsky. Il testo esplora  la dimensione lirica e tonale del colore kandinskiano al di là della sua concreta potenza simbolica.
Ilaria Rezzi dipinge una tavola interagita con la pittura del maestro, e, nell’appropriazione pittorica del soggetto, introduce a collage la memoria del volto di una donna africana, che ne rivela la necessità e la sofferenza.
Alessia Severi realizza una versione mediterranea della Dama, interpretando il vortice rosa come simbolo di trasformazione alchemica, alla maniera della pittrice Georgia O’Keeffe, anch’ella, così come Kandinsky, artista ispirata dalla Teosofia.
R. Reali

Kandinsky Color Experience
curatori Roberta Reali – Alessio Bortot
artisti multimediali: Mediamash
produzione: Teatro Verdi Montecatini
Palazzina Terme Tamerici – Montecatini Terme
15/09/2018 – 15/01/2019 – PROROGATA AL i/05/2019
http://www.kandinskycolorexperience.it/

Ferrara/Gli Anni Folli nella Parigi del primo Novecento

Amedeo Modigliani, Nudo, 1917, olio su tela, cm 73 x 116,7, New York, Solomon R. Guggenheim Museum, Solomon R. Guggenheim Founding Collection, per donazione
Amedeo Modigliani, Nudo, 1917, olio su tela, cm 73 x 116,7, New York, Solomon R. Guggenheim Museum, Solomon R. Guggenheim Founding Collection, per donazione

Se mi soffermo sul titolo scelto per questa importante mostra, Gli Anni Folli – La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalì 1918-1933, la mia mente spicca il volo e corre tra le mansarde e i boulevards della capitale d’inizio Novecento. La Parigi delle esposizioni universali, centro nevralgico in cui confluiva la cultura del globo intero nella sua strabiliante varietà.

Piet Mondrian, Schilderij N. 1. Losanga con due linee e blu, 1926, olio su tela, cm 61,1 x 61,1, Philadelphia Museum of Art, A.E. Gallatin Collection, 1952
Piet Mondrian, Schilderij N. 1. Losanga con due linee e blu, 1926, olio su tela, cm 61,1 x 61,1, Philadelphia Museum of Art, A.E. Gallatin Collection, 1952

Penso alla straordinaria enarmonia dettata dal costante dialogo tra differenti discipline quali: pittura, scultura, musica, fotografia, danza, teatro, ecc. Non solo un’osmotica amalgama di linguaggi, ma una radicale fusione di arte e vita che, in questi anni particolari, a cavallo tra i due conflitti mondiali, pare essere indissolubile. L’arte non si esprime senza il brulicare della vita stessa ben testimoniato dalle biografie di artisti, intellettuali, collezionisti e dalla gente comune, fatte di speranza e incertezza, di gioia e disillusioni.

Ilse Bing, Parigi, Champs de Mars. Veduta dalle scale della Tour Eiffel, VII arrondissement, 1931, Stampa su gelatina al bromuro d’argento, cm 26,8 x 34, Parigi, Musée Carnavalet, Histoire de Paris
Ilse Bing, Parigi, Champs de Mars. Veduta dalle scale della Tour Eiffel, VII arrondissement, 1931, Stampa su gelatina al bromuro d’argento, cm 26,8 x 34, Parigi, Musée Carnavalet, Histoire de Paris

Con questa mostra, inaugurata sabato 10 settembre nella storica cornice del Palazzo dei Diamanti, Ferrara Arte ha cercato di ricostruire questo spirito, questa atmosfera, aprendo il sipario con le opere di due grandi maestri, Monet e Renoir che, ancora attivi al termine del primo conflitto mondiale, costituiscono il naturale trait-d’union con la modernità.

Salvador Dalí, L’eco del vuoto, c. 1935, Olio su tela, cm 73 x 92, Milano, Collezione privata
Salvador Dalí, L’eco del vuoto, c. 1935, Olio su tela, cm 73 x 92, Milano, Collezione privata

La sensualità femminile immortalata da De Chirico o Foujita e il mondo fantastico esplorato da Chagall testimoniano il fermento dell’École de Paris, mentre la luce e la natura della Côte d’Azur si riverberano nella capitale francese attraverso le opere di Matisse, Bonnard e Maillol. Il linguaggio cubista si ammorbidisce confluendo in una sinuosità di forme e linee qui rappresentate dalle nature morte di Picasso e Braque, o dall’essenzialità di Ozenfant e di Jeanneret, meglio noto come Le Corbusier. Leggi tutto “Ferrara/Gli Anni Folli nella Parigi del primo Novecento”

Il desiderio di libertà di Osvaldo Licini alla GAM di Torino

Osvaldo Licini 'Amalassunta su fondo blu'
Osvaldo Licini Amalassunta su fondo blu, 1950 olio su tela, cm 20.5 x 27 Collezione privata

Presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino, dal 24 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011, viene presentata un’ampia retrospettiva di Osvaldo Licini, maestro dell’astrattismo italiano ed internazionale, nato nel 1894 a Monte Vidon Corrado e deceduto nel 1958.

Affidata ad un comitato scientifico composto da Zeno Birolli, Luciano Caramel, Fabrizio d’Amico, Danilo Eccher e Riccardo Passoni, la rassegna presenta cento capolavori provenienti dalle collezioni di Silvia e Lorenzo Licini, di Bruno e Matteo Lorenzelli, oltre che da importanti collezioni pubbliche e private, comprese le opere appartenenti alla collezione permanente del GAM.

Sono esposti, in un percorso cronologico, i quadri degli esordi, segnati dal periodo parigino, altre opere in cui si riconosce l’avvicinamento all’astrattismo internazionale, fino alle ultime creazioni caratterizzate dai temi fantastici delle Amalasunte e degli Angeli ribelli, quest’ultime appartenenti alla stagione più mitica e poetica della produzione dell’artista.

Figura di notevole spessore artistico ed intellettuale, Licini, benché schivo ed apparentemente appartato, ha saputo imprimere nella pittura italiana una propria geniale espressione, costruita con straordinaria consapevolezza del suo essere artista complesso, profondamente coinvolto nelle problematiche culturali di quegli anni e nel contempo distanziato e provocatorio. Nella sua opera, pur alimentata da un’incessante riflessione e da contatti importanti, tra i quali ricordiamo Modigliani, Picasso e Kandinsky, emerge ininterrotto un filo di sottile diversità che pone l’artista in un singolare confronto dialettico con i movimenti dell’arte del suo tempo, siano essi figurativi o astratti. In particolare si evidenzia un atteggiamento intellettuale fortemente autonomo ed anticonformista, retaggio di quel ribellismo futurista a cui l’artista si era ispirato nel periodo giovanile trascorso con l’amico Giorgio Morandi presso l’Accademia delle Belle Arti di Bologna.

Ne è esempio tra tutti la serie degli ‘Angeli Ribelli’, figure mitiche e letterarie connotate da uno straordinario lirismo trasgressivo. In realtà, trattasi di modelli simbolici assunti a rappresentazione di un assoluto desiderio di libertà fuori dagli schemi culturali e da ogni regola, anche della stessa pittura, votati, per sorte o per necessità, ad errare in uno spazio etereo e solitario, intensamente poetico ed incerto.

Vanni Cantà

Osvaldo Licini: capolavori – Masterworks
dal 24 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011
GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Via Magenta, 31 10128 Torino – Italy
+39 011 4429518 centralino
+39 011 4429595 segreteria
gam@fondazionetorinomusei.it
Orari collezioni e mostre
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00
Lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima
www.gamtorino.it