Venezia#82 – “The voice of Hind Rajab”

Joaquin Phoenix ha lanciato il suo Joker sul tavolo da gioco dei grandi poteri e complicità internazionali legati alla guerra genocida in atto a Gaza.
23 minuti, si 23 minuti di standing ovation e quasi insostenibile commozione hanno concluso la proiezione di “The voice of Hind Rajab”.

82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – “The voice of Hind Rajab”. Joaquin Phoenix e il cast del film. Foto Octavian Micleusanu 2025

Una rivoltellata, anzi una cannonata al sistema che produce indifferenza, apatia, oscene divisioni e complicità.
Una bomba di coraggio e determinazione esplosa al Festival del Cinema di Venezia con potenti ripercussioni politiche. Ovviamente non c’era ne Mattarella ne la Meloni e nemmeno il ministro della cultura Alessandro Giuli e questo la dice lunga sull’imbarazzo che questa cruda opera susciterà d’ora in poi.
Manca il sigillo del Leone d’oro, ma è solo questione di tempo mentre l’informazione di regime corre ai ripari, accreditandosi tardivamente, mentre il cosiddetto dissenso tace imbarazzato vedendosi rubato il logos. Joaquin Phoenix ha calato sul tavolo il suo Joker e sa bene ciò che sta facendo, una guerra che non fa prigionieri, all’omertà conformista, all’induzione all’indifferenza, al nichilismo, al comodo silenzio del narcisismo egoista che distrugge interi popoli.

82a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia – Kaouther Ben Hania con l’immagine di Hind Rajab “The voice of Hind Rajab”. Joaquin Phoenix e il cast del film. Foto Octavian Micleusanu 2025

The voice of Hind Rajab” non è solo questo, ma anche un vero capolavoro cinematografico in termini tecnici e qualitativi.
Una scomoda rivoluzione paradigmatica che trasuda dalle consapevoli espressioni del cast sul Red Carpet, autentiche maschere apotropaiche che trasformano e sconvolgono tutto, il Festival, la critica, l’opinione pubblica finalmente smascherati con folle gentilezza.
Il protagonista principale di “The voice of Hind Rajab” non è lei, nemmeno la guerra, l’orrore, la demoniaca IDF o il neonazismo israeliano, no.
Il protagonista è quello che chiamiamo sistema, che ci induce a non agire, a dividerci su principi fondamentali, come l’assoluta priorità di salvaguardare la vita dei bambini.

82a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia – Kaouther Ben Hania “The voice of Hind Rajab”. Leone d’argento. Foto Octavian Micleusanu 2025

Il sistema che protocolla tutto, codificando persino il primordiale istinto alla conservazione della vita.
Il sistema che induce alla nichilista indifferenza, all’assuefazione culturale ai peggiori crimini.
Il sistema che incuba e genera, coltiva e plasma uno a uno, non esseri umani ma gusci vuoti.
Un sistema che si avvale di demoni che rendono questi “gusci vuoti” plausibilmente giustificati, legittimati a soverchiare anche l’ultima scintilla di umanità, soffocandola giù, sempre più giù, per sostituirla coi suoi orpelli scintillanti.
E allora capisci… Come abbiamo potuto ignorare una bambina che, sommersa dai corpi dilaniati, implora gridando
“SALVATEMI”.

82a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia – Kaouther Ben Hania e Alberto Barbera il direttore della 82ª Mostra del Cinema di Venezia. Foto Octavian Micleusanu 2025Come lei altri 25.000 bambini che non pochi reputano vittime necessarie, o giustificano questo orrore che travalica i confini, roboante, fino alle sale del Festival del Cinema di Venezia.

Personalmente vi ho già maledetto tutti mille volte voi “gusci vuoti” in questi cinque anni ed è inutile che mi ripeta.
Ma riconosco l’inutilità di maledirvi ancora.
Andate a vedere quest’opera e andateci a stomaco vuoto, almeno questo fate, se non siete così codardi.
Dario Rigoni