#Venezia71 – Il leone d’oro alla carriera. Anime nere, primo film italiano in gara

Paolo Baratta consegna il Leone d'Oro alla carriera a Frederik Wiseman, Venezia 2014. Credits Valentina Zanaga
Paolo Baratta consegna il Leone d’Oro alla carriera a Frederik Wiseman, Venezia 2014. Credits Valentina Zanaga

Il presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, ha consegnato il 29 agosto alle 17 in Sala Grande, uno dei due leoni d’oro alla carriera a Frederick Wiseman (l’altro verrà consegnato martedì prossimo a Thelma Schoonmaker): regista, documentarista e direttore teatrale. Wiseman, nato a Boston nel 1930, ha analizzato soprattutto gli aspetti sociali di centri come scuole, ospedali o caserme ed è considerato uno dei maestri del cinema d’osservazione, anche se non si riconosce troppo in questa definizione, dichiarando di voler piuttosto costruire le proprie opere in modo che abbiano una struttura drammatica.

Dopo la consegna del prestigioso premio è stato proiettato il primo dei tre film italiani in concorso: “Anime nere” di Francesco Munzi, trasposizione dell’omonimo romanzo di Gioacchino Criaco con protagonisti Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Anna Ferruzzo e Barbora Bobulova. Il film narra le vicende di tre fratelli calabresi figli di un pastore, ognuno differentemente associato con la ‘ndrangheta. Girarlo ad Africo poteva essere difficile e pericoloso, forse impossibile come sosteneva qualcuno. Invece Munzi si è trovato di fronte ad una realtà molto complessa, come egli stesso dichiara in un’intervista: “ho visto la diffidenza trasformarsi in curiosità e le case aprirsi a noi, ho mescolato i miei attori con gli abitanti del paese, che hanno recitato e lavorato con la troupe“.
Davide Bonotto

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